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Giovani e alcol: situazione allarmante in tutta l'Umbria, Maria Rosi (Pdl) richiama le istituzioni
Giovani e alcol. Un problema grave e di grande attualità. Che riguarda, purtroppo, anche la nostra piccola comunità dove il consumo di sostanze alcoliche tra i giovani è aumentato in modo spaventoso negli ultimi decenni. L'elemento che più preoccupa è che anche a Narni ed a Terni sono sempre di più i giovanissimi (tra i 14 ed i 18 anni) ad entrare in questa specie di tunnel, dal quale non è mai facile uscirne. La consigliera regionale Maria Rosi (Pdl), da sempre molto sensibile ai temi di carattere sociale, lancia l'allarme sulla situazione attuale, richiamando le istituzioni a fare il proprio dovere. “Le istituzioni - dice la Rosi - si devono svegliare, smetterla di sminuire la situazione ed attivarsi seriamente. I giovani sono il nostro patrimonio e vanno tutelati”. Secondo la consigliera del Pdl “E' inutile nascondere ancora la testa sotto la sabbia. I quaranta ragazzi finiti di recente in Umbria in coma etilico sono un dato sconcertante”. Maria Rosi denuncia che “non si sta facendo molto per arginare il grave disagio giovanile. La realtà che i ragazzi si stanno avvicinando alle sostanze stupefacenti sempre prima. Purtroppo i ragazzi sentono la necessità di cambiare: non si piacciono, non si ritengono adeguati, temono di non essere idonei nelle relazioni sociali, nella famiglia, nel gruppo dei coetanei, nella scuola. Alcol e droghe rispondono a questa necessità, perché in una sola ora si assiste a un grande cambiamento accentuato dallo sballo”. Il consigliere regionale Pdl spiega poi che "la musica e le luci stesse delle discoteche hanno un analogo effetto di amplificazione e di modificazione dei comportamenti a livello profondo. Gli effetti della sostanza cominciano a svilupparsi appieno dopo circa trenta minuti e possono perdurare fino a 6-10 ore (ma per qualcuno anche fino a 24-48 ore). Se la prima assunzione avviene prevalentemente per curiosità e psicologia di gruppo, il ripetersi dell’esperienza avviene con la scoperta degli effetti soggettivi che vengono ricercati perché gratificanti e compensatori di disagi personali inconsci (timidezza, senso di inadeguatezza nelle relazioni sociali e sessuali, paure). Questi sono gli effetti che i giovani cercano per poter vivere 'una notte senza pensieri', costruendosi una realtà artificiale a propria misura. La realtà che vivono i ragazzi sotto gli effetti di stupefacenti – rileva Rosi - è quella di un esperienza di comunicazione verbale e fisica e di intimità con gli altri difficilmente raggiungibile in situazioni normali per la presenza di paure e tabù. Tenendo conto di tutto ciò è necessario fare azione di prevenzione nelle scuole con l'aiuto dei genitori, proprio ridurre la sensazione di solitudine e di inadeguatezza dei giovani. Vanno rintrodotte le attività pomeridiane nelle scuole magari incontri settimanali con psicologi. La Regione deve puntare ad incentivare le attività sportive, come vero modo di esprimersi, perché è sempre vero il detto 'mens sana in corpore sano'. Vanno bene le misure restrittive, ma poi bisogna applicarle e fare i controlli, perché è evidente che bar, discoteche e supermercati vendono alcolici anche ai minori".
16/5/2013 ore 1:10
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