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Fiordi sull'ospedale unico:San Pellegrino troppo lontano da Narni
Piero Fiordi, ex comandante della polizia municipale di Narni ed oggi consigliere comunale, è contro la realizzazione dell’ospedale comprensoriale. O meglio, la sua proposta è quella di cambiare il sito presso il quale da tempo si va dicendo dovrebbe essere edificato il futuro Ospedale unico che dovrà servire la popolazione residente nel comprensorio narnese-amerino. “Ci vuole poco a fare due conti-ha spiegato Fiordi-intanto partiamo da un dato che secondo me è abbastanza allarmante e dovrebbe far riflettere: all’ospedale di Narni solo il 45% dei nostri concittadini fa ricorso per visite e ricoveri. Il grosso della popolazione si avvale dei servizi offerti dal “Santa Maria” di Terni. Evidentemente esiste in molti una convinzione radicata in base alla quale nel nosocomio ternano, che dista solo una dozzina di chilometri da Narni, vengono offerti servizi migliori. Il progetto di cui si parla da tempo prevede in futuro la costruzione di un ospedale comprensoriale nella zona Cà Martana (San Pellegrino). Ebbene se così fosse andremmo ad agevolare in larga parte gli interessi della popolazione che risiede ad Amelia e nei comuni vicini perché l’ospedale verrebbe a trovarsi ad una manciata di chilometri dal capoluogo amerino ed a più del doppio dal nostro. Soprattutto per certi quartieri o frazioni, come Ponte San Lorenzo, molto più vicini a Terni che non a Cà Martana”, sarebbe un disagio arrivare fin la sopra quando Terni è a due passi.
Fiordi, insomma, rimette in discussione l’idea della “location”, non critica la scelta di smantellare i due attuali ospedali per realizzarne uno solo. “Questo assolutamente no. Però che si cerchi di dare la classica botta al cerchio e l’altra alla botte, nel senso che mi pare doveroso rispettare le esigenze di entrambe le realtà facendo uso di un sistema equo che non favorisca uno e danneggi l’altro. Se l’ospedale si dovesse costruire su a San Pellegrino sono certo che di narnesi in quella struttura ne vedremmo ancora di meno di quanti non se ne vedano oggi in quello che è ancora il “nostro” ospedale.
27/2/2003 ore 16:30
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