Mercoledì 23/10/2019
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Finita la festa la città torna alla sua vita di sempre. Basterebbe l'entusiasmo dei giorni scorsi a renderla viva tutto l'anno
Qualche bandiera ancora resiste. Ma a guardarla fa solo tristezza. Eppure proprio le bandiere sono il primo “accessorio” a regalare entusiasmo quando, pochi giorni prima che la festa abbia inizio, cominciano a far capolino dai balconi e dalle finestre delle case dei narnesi. La festa è finita. E come ogni anno lascia dietro di se quel velo di malinconia che ci mette un po’ a passare. Narni ritorna a malincuore alle sue giornate tutte uguali, ai problemi di sempre, ai “lamenti” di chi sostiene che questa è una città che non ha nulla da offrire ai giovani, alla speranza di chi, invece, ancora è convinto che si possa fare qualcosa, tutti insieme, per ridare alla città quella vitalità che in tempi nemmeno tanto remoti l’hanno resa viva ed accogliente. La festa, con le sue contraddizioni e le sue immancabili polemiche, ha il potere di “fermare” tutto per un mese, di far cambiare testa ai cittadini, di distrarli. I giovani che sono presi dalle prove con questo o quel gruppo di musici o nella preparazione di rievocazioni storiche, gli adulti che hanno da fare negli altri settori della festa. Centinaia di persone che per un mese, ma anche di più, si dimenticano i problemi o meglio, acquistano una mentalità diversa, più portata all’ottimismo perché c’è la festa che rende euforici, ed allora la Narni considerata “negativa” fino al giorno precedente, in questo periodo diventa la città più accogliente del mondo. Come sarebbe bello se questo ottimismo accompagnasse tutti noi ogni giorno dell’anno e non ci “contagiasse” solo durante la “Corsa all’Anello”.
La festa è finita. Le strade e le piazze si sono svuotate. La sera non c’è più il gran movimento di persone che fino a notte fonda rallegravano la vita del centro storico. Nell’aria non si respirano più i profumi dei cibi cucinati nelle osterie o della cera usata per le fiaccole. Non si sentono rullare i tamburi che hanno accompagnato una delle tante manifestazioni. Non c’è più da dare uno sguardo al programma per vedere quello che c’è da vedere nel pomeriggio o in serata. Finite anche le cene dei terzieri, quelle che ognuno fa al termine della festa: vincitori e vinti, poco importa, la cena di chiusura è un momento importante per tutti e in quella occasione, anche se non si è vinto nulla, ci scappano battute e risate. Un consiglio. L’entusiasmo, l’impegno messi “dentro” la festa dell’anello, usiamoli anche per altre iniziative. Ritroviamo quella narnesità che esplode dentro di noi nel periodo della corsa all’anello. Diamo una botta di orgoglio e rimbocchiamoci le maniche. Viviamo in una città che in molti ci invidiano e dove sono tantissime le cose da poter organizzare. Basta un po’ di fantasia ed un pizzico di buona volontà da parte di ognuno di noi. Vedrete che sarà sempre meno triste veder calare il sipario sulla Corsa all’Anello, perché avremo altre cose che ci terranno impegnati e che faranno vivere Narni come nelle settimane precedenti: con tanta gente e tanta spensieratezza.
19/5/2003 ore 13:15
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