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E' ancora emergenza acqua nelle frazioni narnesi. Petrineschi (F.I.): "Ci vogliono le autobotti per rifornire le cisterne di Torri"
Previsioni fallaci. Chi aveva detto che grazie alle piogge copiose cadute in autunno e durante l’inverno, avremmo avuto un'estate priva di problemi legati alla emergenza idrica, almeno per quanto riguarda Narni si è sbagliato. Qui, infatti, la situazione, per una precisa parte del territorio, è a dir poco critica: da circa tre settimane l’acqua, quando va bene, arriva a singhiozzo, ma accade pure che dai rubinetti non ne esca neanche una goccia per tre giorni di seguito, come è successo la scorsa settimana nella frazione di Itieli, dove la rottura di una tubazione ha mandato in tilt le colonne che servono il paese ed i tecnici di Sii ed Aman hanno impiegato non si sa quanto per capire dove fosse il guasto. E’ la zona a sud del territorio del comune di Narni che soffre i maggiori problemi, anche se poi proprio nei giorni scorsi alla lista delle frazioni in difficoltà per via della fornitura idrica, si è aggiunto l’abitato di La Quercia che, data la sua collocazione, non c’entrerebbe nulla con la parte più meridionale del territorio, ma dove da una ventina di giorni l’acqua arriva a giorni alterni ed è stato messo in atto un vero servizio di razionamento del prezioso liquido. La protesta della gente di Itieli, Vigne, Testaccio, Borgaria, Schifanoia e San Vito è arrivata nelle sedi giuste ma non sembra avere sortito, almeno fino a questo momento, gli effetti sperati. “Il problema-spiega Torquato Petrineschi consigliere provinciale di F.I.-è fin troppo chiaro e basterebbe poco per risolverlo. Intanto partiamo da un dato di fatto: la zona più colpita dall’emergenza idrica è quella a sud del capoluogo narnese, quindi le frazioni che vanno da Madonna Scoperta sino a San Vito; questo per chiarire che la causa del problema sta tutta nella cisterna denominata Torri, che serve queste località e che si trova sopra alle colline di Feronia. Ebbene-continua Petrineschi-non è una novità che la linea che alimenta il deposito delle Torri e che proviene dalla stazione di pompaggio dell’Argentello, sia obsoleta e insufficiente per il carico di lavoro che deve sopportare. Quelle tubazioni vennero installate decine di anni fa, quando nelle frazioni di Narni ci vivevano molte meno persone di oggi e le esigenze della popolazione erano del tutto diverse e le aziende agricole, compresi i moderni agriturismo che oggi pullulano su quel territorio, avevano minori necessità di acqua. Le cisterne di Torri si svuotano perché gli arriva poca acqua e dunque smettono di pompare il prezioso liquido verso le frazioni che rimangono a secco”. Quale potrebbe essere, allora, la soluzione? “L’ideale sarebbe rifare tutta la linea-spiega Petrineschi-e questo è quello che in qualche modo proporrebbe anche il Sii; solo che questo intervento presenta dei costi esorbitanti che andrebbero a gravare sulle bollette, già esageratamente alte, che il Servizio idrico invia a casa dei propri utenti. Per fronteggiare il disagio ci vuole dunque un servizio parallelo effettuato da Protezione civile e vigili del fuoco con le classiche autobotti che più volte al giorno dovrebbero fare la spola tra le cisterne dell’Argentello e quelle di Torri. Anche questo servizio avrebbe un costo-osserva il consigliere di F.I.- ma decisamente più basso; e comunque è l’unico rimedio per fronteggiare nell’immediato il problema, anche perché eventuali lavori di rifacimento della linea che collega i due acquedotti dovrebbero essere fatti in inverno e non certo in questo periodo”.

13/7/2004 ore 5:45
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