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Denunciato un ternano per ricettazione, pagava con assegni rubati la merce acquistata nei negozi di Narni Scalo
Un giro di assegni rubati. Che ha innescato una pericolosa “spirale” dentro la quale hanno rischiato di finire alcuni commercianti narnesi i quali, ignari di tutto, versavano sui loro conti correnti i titoli incriminati. E su questo il codice penale non scherza: ricettazione si chiama il reato quando c’è la malafede di chi “ricicla” assegni del genere. Ma i malcapitati commercianti erano all’oscuro della provenienza di quei “pezzi di carta” e quindi sulla loro innocenza nessuno ha mai avuto dubbi. I fatti risalgono a qualche tempo fa ed i carabinieri di Narni Scalo avevano cominciato a svolgere le loro indagini dopo le prime segnalazioni che le stesse banche avevano provveduto a fare una volta scoperti i primi assegni rubati. Il “movimento” avveniva così: un quarantacinquenne di Terni, del quale non sono state fornite le generalità, entrava nei negozi di Narni Scalo, acquistava merce di vario tipo e sempre per un valore cospicuo poi, al momento di pagare, tirava fuori questi assegni che firmava davanti al commerciante. Come avere dei dubbi? L’assegno sembrava “regolare”, l’importo era giusto, la firma c’era, dunque per il povero negoziante era tutto a posto. Ed anche per le banche era tutto a posto, perché accettavano regolarmente gli assegni “incriminati” accreditando i relativi importi sui conti correnti dei commercianti. Solo "dopo" la verità aveva cominciato a venire a galla, creando sospetti nei direttori delle varie filiali narnesi che a gennaio scorso avevano denunciato questi episodi ai carabinieri. E così dopo lunghe ed attente indagini è venuto fuori che a rubare questi assegni a Terni era stato il 45enne, poi rintracciato e denunciato per ricettazione dagli uomini del comandante Apuzzo.
12/4/2003 ore 1:30
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