Mercoledì 01/04/2020
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Crisi Sgl Carbon: i lavoratori affidano ai parlamentari umbri le loro speranze
Un nuovo tassello. Un'altra dimostrazione che c'è grande unità nella lotta che i lavoratori ed una città intera, stanno portando avanti per difendere il futuro della Sgl Carbon. Un altro passo "politico", fatto con la convinzione che in più si è a tenere alto l'interesse nazionale per il futuro dell'azienda narnese e meglio è. Dunque, ancora una volta, nel piazzale che si affaccia davanti alla portineria della Sgl Carbon si sono ritrovati in tanti, più di cento persone. Non solo operai ed impiegati della fabbrica di oggi, ma anche tanti ex lavoratori della vecchia Elettrocarbonium. Insieme hanno aspettato l'arrivo di alcuni parlamentari umbri, invitati per metterli a conoscenza (anche se ognuno di loro ben conosceva la situazione) di quello che sta accadendo alla Sgl da alcuni mesi a questa parte. All'appello hanno risposto in quattro: Gianluca Rossi, Walter Verini e Miguel Gotor del Partito Democratico e Stefano Lucidi (M5S). C'erano anche altri amministratori locali: gli assessori regionali Fabio Paparelli e Silvano Rometti, il vice presidente della Provincia di Terni, Vittorio Piacenti D’Ubaldo, il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, insieme alla sua giunta e tutta la giunta e l'ex sindaco di Narni Stefano Bigaroni. C’era anche Sergio Gigli, segretario nazionale della Femca Cisl. I rappresentanti sindacali locali hanno aperto i lavori ricordando i vari passaggi che hanno portato alla situazione attuale. Ricordando che "questa era una fabbrica tra le più importanti del centro Italia, che negli anni settanta vantava ancora più di mille dipendenti". Nel corso dei loro interventi i parlamentari hanno mostrato solidarietà ai lavoratori, ma anche promesso il massimo dell'impegno. Sin da subito i parlamentari umbri (tutti, anche quelli che oggi pomeriggio non si sono fatti vedere), solleciteranno il ministro Flavio Zanonato e il sottosegretario Claudio De Vincenti che ben conoscono la vertenza Sgl. Chiederanno che venga iontensificata l'azione del Governo in questa difficile trattativa. Ma occorre essere realisti e dunque guardare in faccia la realtà. Potrà il governo italiano fare qualche cosa per far recedere dalla loro posizione i "padroni" della fabbrica? Il primo tentativo, l'incontro di lunedi scorso al Ministero al Ministero, non solo è andato a vuoto in questo senso, ma ha anche, purtroppo, confermato un atteggiamento di grande ostilità proprio da parte dei tedeschi. Ci vorrebbe un miracolo, ora, perchè essi cambino idea e si lascino convincere a mollare la presa ed a ridare un futuro, (e questo è un grave paradosso), ad una fabbrica che un futuro ce lo avrebbe, se solo fosse gestita con la consapevolezza che a fabbricare elettrodi di grafite di qualità sono pochi gli stabilimenti nel mondo e che la richiesta per questo manufatto è altissima.
18/1/2014 ore 18:55
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