Martedì 07/07/2020
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Bigaroni sulla centrale: "Nessun passo indietro, la centrale di Nera Montoro produrrà solo 130 mw elettrici contro gli 800 del progetto originario"
(M.P.) Sulla questione della centrale e della presa di posizione del sindaco di Narni, lo stesso Stefano Bigaroni ha voluto fare chiarezza ed ha scritto una nota che ha inviato agli organi di stampa e che provvediamo a pubblicare integralmente qui appresso.
L’Accordo sottoscritto tra la Regione dell’Umbria, la Provincia di Terni e i Comuni di Narni e Terni fissa gli impegni che il territorio assume nei confronti della soluzione del problema del costo dell’energia, in particolare per la TK AST. Il documento sottoscritto, in effetti, pone come obiettivo il raggiungimento di un costo dell’energia intorno agli euro 0,05, da raggiungere, eventualmente, anche attraverso il potenziamento delle centrali esistenti, a fronte dell’immediata richiesta di sospensione da parte dell’AST del procedimento V.I.A. in corso al Ministero delle Attività Produttive per la megacentrale da 800 MW elettrici. Una spada di Damocle che, purtroppo, ancora ci minaccia finché non avverrà la sospensione. A proposito del potenziamento della centrale di Nera Montoro, nell’Accordo firmato si stabilisce un potenziamento massimo di 250 MW termici, che corrispondono a circa 130 MW elettrici. A nessuno può sfuggire, quindi, che il raffronto è fra gli 800 MW elettrici della megacentrale e i 130 MW elettrici del potenziamento. Siamo di fronte, perciò, ad una proposta completamente diversa e ad un intervento di dimensioni notevolmente ridotte (di quasi sette volte). A questo si aggiunga l’importanza ambientale di evitare la costruzione del nuovo elettrodotto e il consumo di una nuova area industriale. Nel documento, inoltre, sono previste tutte le garanzie ambientali: l’intervento sarà effettuato applicando le tecnologie più avanzate per ridurre l’impatto, anche con opere di mitigazione; le Istituzioni si impegnano ad intervenire con azioni concrete per migliorare lo stato dell’ambiente in tutta l’area dei comuni interessati; nel Piano Energetico Regionale sarà fissato, cosa che fino ad ora non esisteva, il limite della produzione di energia in questo territorio che non potrà, complessivamente, essere superiore alla somma dell’energia oggi prodotta e quella scaturita dall’Accordo sottoscritto. Il Comune di Narni, perciò, se si vuole stare ai fatti e alle cifre, non ha compiuto nessun passo indietro, al contrario, il passo indietro, se così si può dire, lo hanno compiuto tutti coloro che volevano la megacentrale da 800 MW e sostenevano il progetto dell’AST.
Il Comune di Narni da una parte è riuscito a sventare la costruzione della megacentrale da 800 MW, al quale il Sindaco in prima persona si è sempre opposto e che altri tentavano di imporci, e dall’altra si è assunto, in un quadro di sviluppo territoriale a trecentosesssanta gradi, la responsabilità di offrire, come sempre dichiarato nelle sedi istituzionali e pubblicamente, il proprio contributo per la soluzione del problema del costo dell’energia, che interessa specificamente la più grande azienda della nostra area e dell’Italia centrale.
L’Accordo sottoscritto, dunque, è coerente, ed anzi è il frutto diretto del no alla megacentrale espresso con forza dal Comune di Narni. Al centro del confronto sono stati posti tutti i nodi fondamentali dello sviluppo, tradizionale e innovativo, ed è in questo quadro che è stato inserito il problema dell’energia. Si è discusso, perciò, di energia, ma anche di Università, di innovazione, di viabilità, di beni culturali, di aree industriali, di servizi, di turismo, di nuovo Ospedale Narni-Amelia, di ex SPEA, insomma di tutte le questioni strategiche che riguardano lo sviluppo di Narni. Crediamo che sia un risultato molto importante per Narni. Ci sarà da lavorare, certamente, ma lo faremo, senza doverci accollare la dannosa megacentrale da 800 MW, in una posizione migliore rispetto al passato, grazie al lavoro svolto in questi mesi. Tutto questo sarà oggetto e troverà applicazione nel tavolo del Piano Integrato Territoriale (PIT), che oggi, 26 settembre 2003, si è riunito presso la Provincia di Terni e che entro la fine dell’anno dovrà trovare la sua forma definitiva con progetti, finanziamenti e tempi di attuazione
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27/9/2003 ore 1:15
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