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Aria di burrasca per la corsa all'anello, si dimettono i priori di Mezule e Fraporta provocando reazioni a catena nei terzieri e dentro all'Ente
Corsa all’anello nell’occhio del ciclone. Come se non fossero bastate le polemiche scoppiate prima, durante e dopo la manifestazione, ora a buttare benzina sul fuoco ci hanno pensato i Priori di Mezule e Santa Maria i quali hanno rimesso nelle mani dell’Ente corsa il proprio mandato. Dimissioni irrevocabili, quelle di Sergio Rossetti, Priore capo di Mezule, e meno drastiche ma pur sempre imbarazzanti quelle presentate da Sandro Angelucci, Priore capo di Fraporta. Riguardo alle motivazioni che hanno portato i due a mollare il proprio incarico sembrano esserci alcuni punti in comune: Rossetti parla di “stress e di impegni che vanno al di là delle possibilità che un normale cittadino può avere. Questo tipo di incarichi se li possono prendere persone che hanno molto tempo da dedicare al volontariato; chi svolge una libera professione deve sacrificare in modo forte il proprio lavoro e questo non sempre si può fare”. Angelucci spiega invece il suo gesto come “una decisione presa molto tempo fa. Dimettermi prima avrebbe significato creare dei problemi al terziere prima della festa e questo non l’avrei mai permesso. I motivi? Sono tanti: vedo poco coinvolgimento della gente all’interno del comitato, vorrei una partecipazione più ampia e poi una definizione di quelli che debbono essere i ruoli delle persone che lavorano dentro al terziere. La festa non è più quella di tanti anni fa-spiega Angelucci-e il famoso discorso del volontariato ha perso molti dei suoi significati”.
Su questo versante è della stessa idea anche Rossetti: “Sono stato dentro al terziere ben 14 anni, da 4 sono il Priore e quindi ho potuto assistere in prima persona alle mutazioni subìte dalla nostra festa. Oggi è diventato tutto più difficile; certi impegni non si riescono più a portare avanti con lo spirito di una volta, oggi avere un ruolo all’interno di un terziere vuol dire lavorarci a tempo pieno e quindi sacrificarsi; cosa che io non sono più in grado di fare e quindi con la massima correttezza preferisco lasciare, senza rancore, anzi con amore verso il mio terziere”.
Le dimissioni di Sergio Rossetti sono irrevocabili, come lui stesso ha tenuto a spiegare, mentre Angelucci lascia aperte delle possibilità: “Ci sarà un confronto con il comitato. Se troveremo dei punti in comune su come programmare le future attività del terziere e su quali strategie alternative si potranno individuare per portare nuove forme di introiti economici nelle casse del terziere, sarei pronto a ricominciare daccapo, altrimenti preferisco lasciare ad altri il ruolo di Priore”.
Le dimissioni di Angelucci, come detto, erano nell’aria; quelle di Rossetti no. Negli ambienti mezulani si dice che a far prendere al Priore questa decisione sarebbe stata una lite scoppiata lunedì scorso in occasione della cena di fine festa tra lo stesso Rossetti e Damiano Bellinelli, suo vice. Pare che Bellinelli abbia un modo tutto suo di intendere la gestione del terziere e che abbia creato una sorta di “partito” alternativo per andare contro a Rossetti. Ma queste sono solo chiacchiere di popolani.
13/5/2004 ore 18:05
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