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All'ospedale di Narni apparecchiature donate da anni vengono lasciate a marcire in fondo ad uno sgabuzzino
(C.A.) Una parte delle donazioni dell’associazione narnese per la lotta contro il cancro, erogate all’ospedale di Narni, sono inutilizzate da anni. L’opera di raccolta fondi dell’associazione benefica narnese, aveva raggiunto le cifre necessarie per acquistare apparecchiature elettroniche e letti costosissimi e sofisticati. Questi avrebbero dovuto allestire il nuovo reparto di terapia subintensiva. Tanti malati dovevano recarsi a Terni per sottoporsi alle terapie, e l’associazione narnese aveva pensato di fare una buona azione donando quel materiale all’ospedale cittadino. Ma la sala non era nei progetti della direzione sanitaria e tutto il materiale donato, è rimasto ad arrugginire, in un angolo del nosocomio narnese. Per anni. La buona notizia di questi giorni, è che finalmente le apparecchiature troveranno una loro destinazione. Saranno impiegate in reparti diversi da quello che dovevano occupare, ma se non altro gli oltre duecento milioni donati, non andranno completamente in fumo. Un nodo alla gola assaliva costantemente Marcello Contavalli, il motore dell’associazione benefica narnese, quando vedeva le donazioni di tante persone, dimenticate in qualche sgabuzzino dell'ospedale e piene di ragnatele. Dai piani alti dell’Asl furono fatte tante promesse intorno all’utilizzo delle apparecchiature donate, quasi che fossero strumenti superflui o inutili, insomma una “grana” in più da gestire. Quanto dolore e quanta sofferenza si potevano evitare, invece di rincorrere strane convinzioni e bizzarre decisioni che ostacolarono la creazione del reparto auspicato dai malati stessi? Sono domande che dovrebbero far riflettere chi, nella stanza dei bottoni, spesso prende decisioni completamente estranee alla realtà di tutti i giorni. Marcello Contavalli sta cercando con tutte le sue forze, di colmare un’altra lacuna dell’ospedale narnese nella cura dei tumori. Un provvedimento che non necessita di grandi investimenti, ma che farebbe la gioia dei tanti malati che quotidianamente affollano l’ospedale per le terapie tumorali. Il progetto è quello di allestire una stanza ad hoc per garantire la privacy dei malati che usufruiscono del servizio di “day hospital”, per sottoporsi alle terapie tumorali. Un aspetto che fino ad oggi è stato trascurato dalle direzioni sanitarie locali. La possibilità di rimanere nell’anonimato, invece, è un diritto del malato e un grande sostegno psicologico e umano nella malattia.


29/11/2003 ore 5:24
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