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Adiberto Favilli racconta con commozione gli inizi della sua carriera di medico al fianco delle suore che sabato lasceranno l'ospedale
Lettera aperta di Adiberto Favilli, medico dell'ospedale di Narni, che vuole dare la propria testimonianza in ricordo del lavoro e dei sacrifici profusi in tanti decenni dalle suore nelle corsie del nostro ospedale. "Così è ormai certo che le suore del Cottolengo lasceranno il nostro ospedale alla fine di gennaio. Tutte le pressioni fatte da più parti per rinviare la partenza non hanno ottenuto risultati, per cui dobbiamo rassegnarci a non vedere più nelle nostre corsie queste donne nella loro bianca divisa monacale sempre pronte a venire incontro alle esigenze dei malati, forti della loro grande professionalità, ma soprattutto della loro completa dedizione all’individuo sofferente. In questo momento per me di forte rammarico mi vengono in mente tanti ricordi di episodi vissuti aventi come protagoniste le suore, da quando giovane studente in medicina cominciai a frequentare l’ospedale di Narni e potetti immediatamente rendermi conto del grande ruolo che esse avevano nel funzionamento di tutta la struttura sanitaria che allora le vedeva indispensabili per ogni attività sia sanitaria che amministrativa,senza per questo perdere mai lo scopo della loro missione cristiana nei confronti dei più deboli. Come non ricordare la mitica suor Severa responsabile della cucina, capace di ricavare piatti gustosissimi anche dalle vivande più povere, che ha lasciato ricette che hanno rappresentato per decine d’anni i piatti preferiti dai malati ricoverati,sempre pronta ad offrire un sorriso a chi aveva la fortuna di poterla frequentare. Che dire della burbera suor Benedetta l’infermiera del turno di notte sempre disponibile verso i sofferenti in quelle ore notturne, che per molti malati rappresentano i momenti più difficili o della piccola suor Francesca, d’origine sarda, che da sola teneva tutta la contabilità amministrativa lasciandosi in ogni modo il tempo di svolgere il servizio d’infermiera di corsia.Esse rappresentano un campione delle decine di suore che ho visto passare in questo lungo periodo, che per ragioni di lavoro, ho vissuto nel nostro ospedale,all’ombra di medici insigni come il compianto professor Menè, del professor Crisi e del dottor Pietro Pacifici o degli infermieri tutto fare come Adelmo Fociani e Cagliesi Giuseppe anch’essi colonne portanti del nostro nosocomio per circa mezzo secolo. Ora che se ne vanno voglio esprimere un ringraziamento di cuore alle attuali consorelle e tramite loro estenderlo a tutte coloro che operarono per tanti anni a Narni, sicuro di rappresentare anche il sentimento di tutta la cittadinanza narnese e per questo rivolgo un invito al Sindaco e a tutto il Consiglio Comunale affinché, in modo concreto, si facciano interpreti del sentimento di tutti i Narnesi verso questi angeli della sofferenza".

29/1/2004 ore 16:27
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